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Il mistero delle otto croci: la lista della morte a Oliena
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Il mistero delle otto croci: la lista della morte sulla strada e gli omicidi

Polizia rilievi prove scientifiche

Omicidi, simboli e mistero: la lista della morte sulla strada. Cosa sappiamo sulle vicende accadute in Sardegni negli ultimi anni.

Otto croci di legno lungo una strada di montagna, alcuni nomi e una lunga sequenza di omicidi. È una delle vicende più inquietanti, e ancora oggi irrisulte, legate a Oliena, nel Nuorese in Sardegna, dove per anni vendette, agguati e vecchie indagini si sono intrecciati fino a creare quella che è stata definita una vera e propria faida.

agenti della scientifica con una tenda sulla scena del crimine
polizia scientifica con una tenda sulla scena del crimine – newsmondo.it

La storia delle otto croci e la lista della morte

A ricordare la vicenda è stato in queste ore Leggo che ha spiegato come uno dei punti di partenza della storia è il sequestro dell’imprenditore Ferruccio Checchi, rapito nel 1995 e rimasto prigioniero a lungo prima di essere liberato. Le indagini coinvolsero diverse persone e, secondo alcune ricostruzioni, la vicenda avrebbe contribuito a rompere gli equilibri tra soggetti legati a Oliena. Il sospetto era che qualcuno avesse collaborato con gli investigatori, rivelato informazioni o trattenuto parte del denaro del sequestro.

La sequenza degli omicidi viene fatta iniziare nel 1999, con l’uccisione di Battista Medde nelle campagne di Oniferi. Nel febbraio 2001 toccò al fratello Sebastiano. Nello stesso anno Tonino Corrias, allevatore, sopravvisse a un agguato mentre rientrava a casa con il padre Pietro.

Il 14 ottobre 2001 furono invece assassinati Francesco Acquas, a Oliena, e Damiano Pirrolu, a Orune. L’anno successivo, il 4 novembre, Giuseppe Puddu e Sebastiano Muleddu furono uccisi nel territorio del Corrasi. Il 10 dicembre venne assassinato Giuseppe Bette, davanti alla chiesa di San Lussorio. Nel 2003 fu la volta di Natalino Columbu.

L’uso delle “otto croci”

A rendere ancora più misteriosa la vicenda è la storia delle cosiddette “otto croci”. Lungo la strada tra Oliena e Orgosolo sarebbero comparsi otto simboli di legno accompagnati da una lista di nomi. Alcune delle persone indicate sarebbero poi state uccise. Non è però mai stato chiarito definitivamente se quella lista rappresentasse davvero una sorta di condanna a morte. Anche il numero delle vittime attribuite alla faida è variato nel tempo, a seconda degli episodi considerati collegati.

Nel 2010 un altro delitto riaccese i sospetti: Luigino Congiu, allevatore e fratello di Tonino Congiu, condannato per il sequestro Checchi, fu ucciso davanti al suo ovile.

Poi, il 20 gennaio 2022, la storia tornò drammaticamente d’attualità. Tonino Corrias, ormai 58enne, venne assassinato mentre usciva di casa per andare al lavoro. Era sopravvissuto a due precedenti agguati, nel 2001 e nel 2015.

Dopo la sua morte tornò a circolare anche il racconto della presunta lista nera. Il suo nome sarebbe stato tra quelli indicati. Ad oggi le domande sono ancora tante. Che sia solo una coincidenza? Oppure quelle croci nascondevano davvero una verità rimasta irrisolta?

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ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2026 11:15

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